Breve storia dei telegrafi. La necessità di comunicare a distanza si è presentata all'uomo fin dai tempi più remoti. Sono così nati molteplici ed ignegnosi sistemi che, pur nel loro carattere primitivo, contenevano in embrione i principi della trasmissione delle informazioni. Ad esempio: le primitive torri per la trasmissione dei segnali luminosi (che anticipavano le reti a ponti radio), le fumate intermittenti dei pellerossa (che preludevano in un certo senso ai segnali Morse), i segnali a specchi degli eliografi (Gauss - 1831) e le bandiere da segnalazione a lampo di colore (1915). Con l'avvento dell'elettricità nacquero apparati telegrafici sempre più perfezionati. E' dal fisico C. Wheatstone che viene realizzato il primo telegrafo ad ago magnetico (1837) via, via perfezionato e reso pratico, sarà seguito dai sistemi "passo a passo" quale il telegrafo di Breguet e simili. Avrà il massimo successo per la sua praticità il telegrafo Morse (1837) in tutte le sue variazioni. Premendo un tasto all'estremità di partenza, si chiudeva un circuito alimentato da una pila e si provocava il passaggio di una corrente nella linea. Ne conseguiva che, all'estremità di arrivo, si eccitava un elettromagnete che attirava una leva che veniva così a premere sulla banda di carta, che si svolgeva con moto uniforme grazie ad un meccanismo ad orologeria, contro un rullo inchiostrato. Finchè il tasto rimaneva abbassato, si veniva a tracciare una linea. Premendo più o meno a lungo si realizzavano i due segnali punto e linea (codice Morse). Se si associava ad ogni combinazione una lettera, una cifra o un segno, diventava possibile trasmettere messaggi a distanza. Seguì il sistema telegrafico stampante in caratteri tipografici dovuto ad Hughes (1854). Per aumentare la velocità di trasmissione fu la volta del sistema Wheatstone a banda perforata (1868). Per consentire il contemporaneo utilizzo della linea di collegamento, Baudot ideò il sistema multiplo stampante (1878) antesignano delle telescriventi. Seguirono altri due sistemi multipli: il telegrafo celere Siemens (inizi '900) e l'americano Rowland Proliferarono, poi, per uso d'ufficio, sistemi basati su movimenti sincroni, come la telestampante Siemens-Raps (1903). Per evitare la necessità di mantenere il sincronismo fra trasmissione e ricezione, venne pensato un sistema nel quale ogni carattere trasmesso venisse preceduto da un segnale di inizio (start) e uno di arresto (stop), in modo da evitare scompensi del sincronismo. Tra le prime applicazioni la telescrivente Morkrum (1906), che usava un codice simile a quello di Baudot, che si affermò negli uffici commerciali e soppiantò i sistemi telegrafici. Un altro sistema che si affermò parallelamente fu quello di telegrafia armonica, che sfruttava le reti telefoniche per le trasmissioni telegrafiche. Nel 1930 Siemens realizzò in Europa una rete con tale sistema. Ma poi ecco nascere il fax e la trasmissione dati, che hanno man mano estromisero gli ormai obsoleti sistemi telegrafici.